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La nostra rete

Dalla fondazione nell’agosto 2012, la filosofia e gli obiettivi associativi di weLand hanno trovato il sostegno e la partecipazione attiva di tante nuove persone. Quel che le accomuna è la voglia di lavorare insieme per un territorio migliore: pensato in un’ottica di più ampio respiro e, nell’immediato, più ricco di partecipazione e di occasioni sociali, economiche e culturali.

Il gruppo comunica attraverso gli strumenti sociali che il web fornisce: la Pagina di Facebook, il canale Twitter e Instagram. La nostra mailing list ad iscrizione libera consente di rimanere aggiornati sulle nostre attività svolte.

weLand è grata a tutti coloro che condividono le loro energie per questo obiettivo, ciascuno a suo modo e ciascuno secondo un percorso che entra in risonanza con quello degli altri. Per questo non solo i soci weLanders che lo desiderano, ma anche i collaboratori esterni hanno pieno diritto a comparire in questa pagina.

Se vuoi che il tuo profilo sia pubblicato qui insieme a quello degli altri collaboratori, compila il modulo scaricabile da questo link.

Soci attivi
Nicola Pasquale
Ideatore e co-fondatore di weLand, è dottore di ricerca (ETH Zurich) in ingegneria idraulica e fluviale. Si è occupato in passato di progetti di riqualificazione fluviale e di impatto ambientale delle dighe. Attualmente lavora in Germania in qualità di consulente sul rischio da catastrofi naturali. Da sempre è amante degli spazi aperti: boschi, laghi, montagne e, su tutto, di quelle meravigliose colline che costituiscono il territorio astigiano. Appassionato di outdoor, si interessa di storia, fotografia, arte e letteratura ma non disdegna affatto cose più terrene quali il buon cibo e il buon vino. Sebbene lontano dalla terra natale da lungo tempo, rimpiange le lunghe passeggiate autunnali nei boschi, a raccoglier castagne o anche solo per passar il tempo in compagnia di un buon amico.
Stefano Caneva
Ricercatore di Storia antica e Storia delle Religioni presso l’Università di Liegi, in Belgio. Fino a pochi anni fa sapeva poco della ricchezza fantastica delle colline nella sua terra natale. Ora non perde occasione per scoprire questo microcosmo e per conoscere le persone che lo rendono vivo con le loro passioni. Può contare per questo sulla pazienza e la passione della sua compagna, Ute, con la quale vive ad Anversa e condivide progetti di tante affascinanti scoperte.
Paolo Cavatore
Nato ad Asti nell’81, laureato a Torino in Economia degli scambi trasnazionali, si divide tra l’amore per il mondo informatico Open Source e la passione per gli sport all’aria aperta. Tesoriere dell’Associazione fin dalla sua nascita, ciò che lo spinge a volere fortemente weLand è l’opportunità di rendere più vivo il proprio territorio attraverso l’innovazione digitale e conseguentemente sociale.
È convinto che agire con azioni concrete e ad alto impatto sia fondamentale per ritagliarsi un futuro migliore.
Stefano Leucci
Nato ad Asti nel 1987 e attualmente dottorando di ricerca in Scienza dell’Informazione presso l’Università di Trento. Mi è bastato un anno fuori da Asti per guardarla da lontano e sentirne la mancanza in modo profondo e curioso. L’avventura di weLand mi ha permesso di trovare un contesto in cui far “ritornare a casa” le mie competenze. Qui mi occupo di pensare ad un nuovo “territorio digitale” attraverso open data, tecnologie applicate al settore del turismo e social network. Asti ha solo bisogno di essere risvegliata da un sonno profondo. La migliore sveglia è la buona volontà delle persone e la loro energia portata a bene comune.
Matteo Scotto
Laureato in Governance europea presso l’Università di Bonn, programme administrator presso il Il German Academic Exchange Service (DAAD) e fellow presso l’Università di Bochum del team di ricerca “RUB-Europadialoge”. Appassionato di tutto ciò che riguarda l’Europa e il suo disegno istituzionale, crede fortemente che il primo passo verso qualunque forma di cambiamento vada fatto a partire dai territori e a partire dalla valorizzazione del loro patrimonio culturale. WeLand non può dunque che essere il laboratorio ideale per mettere in pratica tali convinzioni.
Maura Cucchi Osano
Laureata in Architettura, continua la sua formazione al Politecnico di Torino. Oltre all’architettura è appassionata di psicologia e in particolare quella parte che mette in relazione il benessere delle persone e i luoghi in cui vivono e non perde occasione di approfondire la ricerca sull’argomento. Innamorata di Asti e del suo territorio, crede che con il lavoro di squadra, creando reti di collaborazioni e allargando gli orizzonti si possa valorizzare il patrimonio esistente per un futuro migliore.
Marco Pozzo
Insegnante di lettere e storia presso le scuole di secondo grado astigiane, videomaker per capriccio. Anni fa era animato da un sincero interesse per le culture lontane, in particolare quella giapponese, di cui ha studiato la lingua presso il Cesmeo di Torino. Questo bisogno antropologico di conoscere “l’altro da noi”, oggi si traduce in un ancor più consapevole legame con la sua terra, di cui cerca di documentarne l’unicità attraverso video artistici, per tutti coloro che intendano scoprire alcuni angoli meno conosciuti del Monferrato. Ha aderito con entusiasmo, sin quasi dalla sua nascita, alla filosofia associativa di weLand.
Fabio Lorusso
Interprete del diritto. Collaboro in uno studio legale di Torino specializzato in diritto societario e diritto dell’energia, perché trovo stimolante interrogare le relazioni tra fruizione di energia, processi di significazione, dinamiche di circolazione e aggregazione del valore. «Dai, che cos’é che ti rende triste in questo momento?» «Ho immaginato che tu eri un’altra»
«In che senso?» «Che eri diversa da come ti immagino io. Che mi ero ingannato sulla tua identità». Una pagina di Kundera, oltre l’ansia del riconoscimento: weLand è immagine simultanea di interpretazione condivisa e cooperazione.
Guido d’Ippolito
Laureato in giurisprudenza, studia gli impatti costituzionali di Internet. Da sempre amante dell’innovazione in ogni ambito, si occupa oggi di innovazione legislativa. È diventato così il Responsabile per l’Innovazione Digitale del think tank di giovani Cultura Democratica dove ha realizzato la proposta di riforma costituzionale sull’accesso ad Internet come diritto sociale, art. 34-bis (www.art34bis.it). La proposta è diretta alla promozione di tutto il territorio italiano riducendo il ritardo sia infrastrutturale (digital divide) sia culturale (analfabetismo informatico). Proprio l’interesse e la voglia di riabilitare l’immagine dell’Italia gli hanno fatto apprezzare l’attività di weLand che vorrebbe riproporre e presentare come paradigma positivo anche in altre zone d’Italia. Digital Champion di Roma (team).
Alessandra Longo
Laureata in Sociologia all’Università la Sapienza di Roma è attualmente iscritta presso l’Università di Trento dove sta ultimando la sua carriera specializzandosi in Gestione delle Organizzazioni. Confronto e voglia d‘imparare sono le caratteristiche che più le appartengono, affetta da quella che chiamano “immaginazione sociologica” ama rovesciare il senso comune e demistificare le apparenze. Legata per studio e per passione ai temi della democrazia e delle nuove forme di partecipazione, crede in essi come strumenti concreti per cambiare e valorizzare i nostri territori, da qui il legame con weLand straordinario esempio di “rete diffusa”, cittadinanza attiva e valorizzazione del territorio ma soprattutto fonte d’ispirazione.

 

Associazioni con cui weLand collabora
CRE[AT]IVE
Associazione culturale senza scopo di lucro volta alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio culturale astigiano.
Attraverso l’incontro sinergico fra strutture private e associazioni culturali, mira a potenziare le risorse del territorio.
Art. 34-bis
Art. 34-bis è una proposta di riforma costituzionale (ddl. Cost. 1561/14 al Senato della Repubblica e ddl. Cost. 2816/15 alla Camera dei Deputati), interamente realizzata da giovani e cresciuta in rete grazie alla collaborazione della società civile, diretta ad inserire in Costituzione l’accesso ad Internet nella forma innovativa di diritto sociale. Ciò al fine di ridurre sia il digital divide che l’analfabetismo informatico, per fare dell’Italia la nuova Silicon Valley. Art. 34-bis non è una semplice riforma, è una rivoluzione culturale e sociale prima che giuridica ed economica.
www.art34bis.it