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GeoDati aperti per i professionisti nelle risorse del territorio UNESCO



Scritto da Stefano Caneva il 23 maggio 2016
Categoria Riflessioni Territorio digitale e nuovi turismi | Tags: , , | nessun commento


monastero bormida

L’emersione del territorio di Langhe, Roero e Monferrato parte dalla formazione interdisciplinare e partecipata. Lo diciamo da tempo, e per fortuna non siamo i soli.

Questa estate, una Summer School co-organizzata dalla Associazione Stati Generali dell’Innovazione (SGI) e dal Polo universitario UNI-ASTISS porterà nello splendido contesto di Monastero Bormida un ricchissimo pacchetto formativo destinato a sviluppare professionalità nell’ambito della gestione creativa dei dati aperti geografici, disponibili su piattaforme pubbliche e non, con l’obiettivo di diffondere la cultura dei dati geolocalizzati, di stimolare il loro riuso e di convincere le Pubbliche Amministrazioni a implementarne la diffusione aperta.

Scarica qui il flyer di presentazione della Summer School OpenGeoData (SCOGD2016): Mappe esperienziali per l’innovazione territoriale e il turismo.

E’ possibile iscriversi fino al 10 giugno

partners

La trasformazione culturale abbinata all’influenza delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione sta generando la necessità di educare cittadini perché possano utilizzare consapevolmente le tecnologie geospaziali nella loro vita quotidiana. In sintonia con il Programma nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali, la Summer School vuole contribuire a formare cittadini in grado di collegare “luoghi” in rete con luoghi reali, fondere tra loro mondi virtuali e fisici, producendo così un forte valore aggiunto culturale ed economico alla promozione del territorio UNESCO di Langhe, Roero e Monferrato.

weLand sta collaborando con questa rete per inserire #WLPiemonte fra le iniziative che potranno essere sviluppate dai partecipanti

Per saperne di più, abbiamo deciso di intervistare Sergio Farruggia, membro del Direttivo di Stati Generali dell’Innovazione.

 

1. Sergio, qual è in breve lo scopo della Summer School OpenGeoData?

Con la Summer School di Monastero Bormida vogliamo attivare un processo di innovazione aperta nell’ambito dei territori di Langhe, Roero e Monferrato. Vogliamo aiutare i partecipanti a cogliere e  mettere in rilievo sia le criticità che le opportunità della nostra area di intervento, e quindi, fondamentalmente, l’essenza delle risorse che desiderano raccontare e valorizzare.

La metodologia per realizzare questo progetto consiste in un ricco pacchetto di strumenti digitali che offrirà ai partecipanti la possibilità di accostarsi professionalmente al mondo dei dati geografici aperti, sperimentando e combinando secondo i loro interessi modi di comunicare innovativi, “con i piedi per terra e la testa nel cloud”.

Grazie alla capacità acquisita di “scrivere storie nelle geografie”, testimonieremo quanto Langhe, Roero e Monferrato siano “museo diffuso”. Con una adeguata azione condivisa, possiamo attirare turisti a cui daremo la possibilità di vivere una esperienza turistica totale, valorizzando l’esplorazione del territorio attraverso quella sul web e viceversa.

2. Come si attiva un processo di innovazione territoriale aperta?

Per fare innovazione territoriale aperta bisogna attivare un processo di progettazione partecipata. Dobbiamo mettere insieme e coordinare le strategie inerenti le comunità intelligenti, il marketing territoriale, l’urbanistica partecipativa, il turismo esperienziale. Per questo ci rivolgiamo a un pubblico, professionale e non, molto variegato.

3. A chi avete pensato mentre progettavate la Summer School?

Abbiamo pensato a un pubblico vario, perché questa combinazione di competenze e interessi differenti è funzionale al tipo di azione che vogliamo svolgere. Permettimi di riassumere per punti:

  • i promotori del territorio – sia esperti che potenziali – che hanno a cuore il progresso delle terre di Langhe, Roero e Monferrato. Con il termine “promotori” intendiamo un ampia gamma di professionisti: in primo luogo operatori turistici, dell’accoglienza e della ristorazione;
  • insegnanti, giornalisti, comunicatori. Nei settori dell’educazione e della comunicazione si trovano gli attori “virali” della nostra visione di cultura dell’innivazione territoriale: coloro che potranno moltiplicare e diffondere, in modo duraturo, il messaggio e le competenze che intendiamo promuovere;
  • gli studenti e neolaureati in materie sia tecniche, sia umanistiche, che durante la Summer School raccoglieranno esperienze e condivideranno idee per sviluppare la propria attività professionale in sintonia con lo sviluppo della comunità intelligente entro cui operano;
  • Il Collegio Geometri e Geometri Laureati della provincia di Asti ha aderito a questa iniziativa formativa, prevedendo l’accreditamento di 40 crediti ai professionisti che seguiranno la scuola. l’Ordine degli architetti astigiano sta valutando analoga iniziativa.

Un posto particolare avranno gli studenti di master del Polo universitario UNI-ASTISS, nostro partner di progetto. A loro in particolare è proposto e riservato il ruolo di trait d’union tra le conoscenze apprese e le attività della Summer School, a beneficio dei  partecipanti.

4. Che cosa porteranno a casa i partecipanti alla Summer School?

Al termine dell’esperienza, i partecipanti alla Summer School avranno a disposizione non solo le competenze per continuare in autonomia lo sviluppo delle mappe esperienziali prodotte, ma anche un network sostenibile attraverso il quale le idee e le competenze potranno entrare in collaborazione e generare nuove iniziative. Avremo contribuito a formare figure capaci di arricchire lo “spazio virtuale” dedicato alle Langhe, Roero e Monferrato, moltiplicandone la visibilità e l’offerta informativa per il pubblico di turisti italiani e stranieri.

5. In che modo il modello dell’innovazione territoriale può funzionare da noi?

Abbiamo scelto il territorio tra Langhe, Roero e Monferrato per alcune sue caratteristiche peculiari. Le posso sintetizzare in quattro punti:

  • La morfologia del territorio. Il predominio delle aree collinari ha una forte componente di interesse paesaggistico, ma implica anche collegamenti lenti e un certo isolamento dei borghi. Quest’ultimo aspetto ha però anche i suoi lati positivi: ha garantito la permanenza di territori di notevole bellezza il cui fascino è sorprendente e spesso inaspettato;
  • L’importante valore antropologico delle sue produzioni, che nascono da una cultura materiale antica, con un forte legame con la tradizione e la terra. Si tratta di un valore aggiunto fondamentale, e ancora da valorizzare maggiormente in un’ottica partecipativa, rispetto al potenziale economico che è già ampiamente riconosciuto da tutti;
  • La ricchezza di storia e di cultura. Unito all’interesse paesaggistico e ambientale, questo fattore rende l’area di Langhe, Roero e Monferrato particolarmente adatto alle richieste di un turismo esperienziale, interessato a conoscere tutti gli aspetti di un territorio;
  • Un importante digital divide, dovuto sia a caratteristiche strutturali nella connettività delle reti, sia a un bisogno ancora insoddisfatto di efficaci strategie coordinate di comunicazione digitale. Questo fattore costituisce un tallone d’Achille per l’emersione del territorio, ma anche una sfida interessantissima per cominciare ad agire coordinatamente.

6. Da quando SGI è entrata in contatto con il nostro territorio?

Il nostro primo legame è stato stabilito il 2-3 agosto 2014 a Monastero Bormida, con l’evento “Il Monferrato: Innovazione per il Territorio”. L’incontro tra esperti di Open Data geografici e di comunicazione con numerosi operatori locali, oltre al grande interesse, aveva saputo far emergere l’esigenza di una maggior collaborazione e di conoscenze nell’uso di strumenti innovativi per collegare e promuovere il territorio.

In quell’occasione era apparsa evidente la necessità di far crescere le competenze specifiche sul territorio, sia nel novero degli operatori pubblici che di quelli legati al turismo e alla promozione, ma anche delle singole realtà produttive, per migliorare la loro capacità di raccontarsi e comunicare il territorio.

7. Quali sono le vostre idee per il dopo SCOGD2016?

Una volta terminata la prima edizione della SCOGD2016, l’obiettivo di medio periodo di Stati Generali dell’Innovazione, insieme ai partner, è l’avvio e l’accompagnamento fino al punto di auto-sostenibilità di una comunità in linea, che funzioni come laboratorio permanente per la crescita delle competenze specifiche sul territorio, sia in ambito pubblico, sia tra gli operatori legati al turismo e alle singole realtà produttive per migliorare la loro capacità di raccontarsi e comunicare il territorio.

8. In che modo i GeoDati aperti entrano nella strategia di SGI?

Sin dalla sua costituzione nel 2011, l’Associazione Stati Generali dell’Innovazione (SGI) ha orientato le sue attività nel perseguimento di tre principali obiettivi:

  • promuovere concretamente la costruzione di un programma per “l’innovazione nel governo dell’Italia”, supportando e sostenendo le iniziative istituzionali e politiche;
  • costituire un luogo di partecipazione permanente di tutti gli stakeholders, finalizzato alla costruzione di una prospettiva condivisa per l’Italia e per un cambio effettivo nella politica dell’innovazione;
  • valorizzare e sostenere sul territorio le esperienze migliori e le buone pratiche, favorendone la condivisione e la replicabilità, focalizzando le proprie energie, in particolare, sul fronte della diffusione della cultura digitale.

9. Andiamo maggiormente nel dettaglio del progamma formativo

La Summer School si articolerà sulla realizzazione di “mappe esperienziali”, sviluppando l’attività di geoblogging sulla base di esperienze dirette di esplorazione nei territori, con particolare attenzione all’editing audio-video dei repertori da pubblicare, alla gestione degli OpenGeoData nell’ambito della Pubblica Amministrazione e alle strategie “resilienti” per la Partecipazione.

Il percorso formativo si articolerà in diverse soluzioni:

·         Talk e lezioni frontali

·         Open Talk – sessioni di co-progettazione

·         Experience lab – brainstorming esperienziali

·         Walkabout – esplorazioni e conversazioni nomadi con i sistemi whisper radio

·         Live Twitting e redazione di storify (diari che riaggregano tweet e foto)

·         Forum on line, per l’attività web che garantisca continuità tra le diverse sessioni

Una prima azione sarà quella di dare “forma” alla partecipazione, per interpretare le peculiarità dei territori, attraverso format come il walkabout, che permette di esplorare il territorio conversando (con sistemi whisper radio). Il format permette non solo di sollecitare partecipazione, ma di produrre una particolare attività di performing media storytelling, in cui la narrazione si coniuga con l’azione nomade combinata con smartphone e device mobili (da usare per l’input di mappe interattive e altre risorse informative on line e per l’output nell’uso di twitter e social). Questi format qualificano l’ascolto delle comunità territoriali, coinvolgendole in processi creativi di dinamizzazione sociale e culturale, in un brainstorming itinerante.

Il programma comprende moduli di training specifici per l’utilizzo di tool software open per la gestione delle informazioni geolocalizzate (geo-CMS), per il perfezionamento nell’uso da parte dei partecipanti dei principali ambienti social di riferimento (Facebook, Twitter, Instagram, ecc.) e delle piattaforme open Wikimedia e OpenStreetMap.

La componente di formazione/alfabetizzazione digitale relativa ai temi geografici sarà indirizzata non solo all’acquisizione delle abilità nell’uso degli strumenti tecnologici, ma anche al poteniamento delle capacità spaziali dei partecipanti, approfittando delle nuove funzionalità rese disponibili dalla tecnologia. Quanto alle azioni relative alle competenze digitali riguardanti l’informazione geografica, saranno orientate verso l’alfabetizzazione spaziale (spatial literacy), intendendo con questa espressione sia l’abilità nell’uso competente e confidente delle mappe e la capacità di creare rappresentazioni cartografiche attraverso la conoscenza di base degli strumenti software, sia la capacità di pensare in termini spaziali (spatial thinking) per affrontare situazioni e problemi nell’ambito della vita quotidiana, all’interno della società e del mondo che ci circonda.

10.  Qual è il valore aggiunto di ciascun partner di progetto?

Stati Generali dell’Innovazione e il Polo Universitario Asti-Studi Superiori sono stati i promotori di un processo di co-progettazione che ha coinvolto e coinvolge tuttora numerosi partner qualificati. Per quel che riguarda la proposta formativa, un ruolo fondamentale è stato svolto da figure di rilievo nel settore dell’uso dei GeoDati aperti:

Simone Cortesi, il primo “osmer” italiano, iscritto dal 2005 alla OpenStreetMap Foundation;

Carlo Infante, fondatore di Urban Experience;

Bertalan Iván (@bertalanivan) ideatore, fondatore del progetto #Mappiamo.

Tra i contributi di Stati Generali dell’Innovazione, vorrei sottolineare gli aspetti relativi allo sviluppo delle competenze digitali geospaziali, maturate nell’ambito della promozione della nuova figura professionale del “Geographic Information Manager”, GIM.

E’ anche importante evidenziare il supporto dei partner tecnologici e le collaborazioni avviate con i partner legati a questo territorio. Con l’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli Langhe, Roero e Monferrato abbiamo approfondito la progettazione relativa agli argomenti legati alla valorizzazione del territorio UNESCO, che verranno sviluppati dai gruppi di lavoro durante il periodo estivo. Piemonte Visual Contest ci ha supportato nel definire una strategia di utilizzo di dataset aperti e per l’apertura di nuove banche dati. Con We Land, come sai, stiamo lavorando per sincronizzare l’attività dei gruppi di lavoro con l’iniziativa WikiLovesPiemonte. Sono solo alcuni esempi, perché la rete di collaborazioni locale continua a espandersi.

Diritto di riutilizzo con attribuzione

L’intervista a Sergio Farruggia pubblicata in questo post è rilasciata dal diretto interessato e da weLand con licenza CC-BY 4.0 internazionale.


Stefano Caneva

Stefano Caneva

Currently living between Belgium (Antwerp) and Italy (Padova), where he is Marie Curie Research Fellow in History and Digital Humanities at the University of Padova (IT). Co-founder and vice-president of weLand (2012), for which he is responsible for the projects related to Cultural Heritage and educational institutions. Member of Wikimedia Belgium, Wikimedia Italia and the Europeana Network. Project manager of Wiki Loves Piemonte and Wiki Loves Monuments Belgium.

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