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Due anni con weLand



Scritto da Stefano Caneva il 31 agosto 2014
Categoria Riflessioni | | nessun commento


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Due anni con weLand

Progetti, idee, speranze per un percorso condiviso nel Sud del Piemonte.

 

Perché

weLand festeggia il secondo anno di attività e di impegno.

Il 2 agosto 2012 quattro persone, diverse tra loro, si trovavano dal notaio per l’atto di fondazione dell’associazione. Ad accomunarle, oltre a una lunga amicizia, il progetto di portare ad Asti e nel sud del Piemonte un contributo serio e impegnato verso l’innovazione, la partecipazione attiva, la gestione consapevole del patrimonio umano e ambientale della nostra terra, coniugando valori di lunga data e tecnologia, scala locale e globale.

Oggi giorno il Sud del Piemonte è forse la più preziosa perla misconosciuta d’Italia. Ogni volta in cui parliamo con un pubblico internazionale desideroso di offerte turistiche sostenibili e di qualità, ci confermiamo nella convinzione che l’assenza di un marchio di qualità comprensivo e ben riconoscibile da un lato, di un accesso diretto ai dati sulle risorse del territorio dall’altro, costituiscono l’enorme fardello che rallenta e soffoca la nostra terra.

Queste sono colpe strutturali nostre, e questa mancanza diventa una vergogna quando visitatori stranieri che portiamo a scoprire le nostre terre ci domandano perché solo pochi frammenti scoordinati di tutta questa bellezza (il che equivale a nulla da un punto di vista economico) arrivi a casa loro.

Un marchio riconoscibile all’estero si ottiene solo attraverso l’unione di tutte le forze locali e con una visione che a tutti i livelli superi il provincialismo di chi vuol fare tutto da solo, per non condividere gli utili.

L’accessibilità alle risorse presenti sul territorio si ottiene tramite la raccolta dei dati e la loro organizzazione in una piattaforma internet comprensiva e davvero adeguata ai tempi, come non ne esistono da noi, né a livello di amministrazione pubblica né di grandi produttori.

Invertire questa tendenza richiede tempo ed energie. Una combinazione difficile, quando intorno a noi tempi economicamente e culturalmente difficili mortificano la buona volontà dei singoli e riducono al minimo il flusso di finanziamenti necessario a grandi progetti. Eppure stare fermi è, tanto più in tempi duri, il peggiore modo per sopravvivere e per preparare tempi migliori. Per questo è necessario rimboccarsi le maniche e dare un po’ del nostro tempo alla nostra terra e a chi vi abita. Il lavoro di gruppo, specie quello che parte dal basso – dai cittadini – e si apre la via nel loro vissuto quotidiano, può rendere percorribili strade precluse alla buona volontà dei singoli. Se avremo successo, questo tempo ci renderà una soddisfazione congrua allo sforzo.

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Come

Possiamo raggiungere questo grande obiettivo? E come? A tal proposito, due osservazioni sono importanti.

Primo, lo scopo di weLand non è costruire una singola attività economica (del resto siamo per statuto un’associazione senza scopo di lucro), fondare un singolo festival, o attivare un altro processo socio-economico che sia in sé concluso. weLand ha mosso i suoi primi passi ben consapevole che la sua specificità e la sua utilità si manifesteranno nel disporsi trasversalmente rispetto alle forze che già operano o si accingono a operare sul territorio e nel collaborare con loro per andare oltre quanto esiste già: creando spazi di incontri, apportando idee, combinando competenze, importando nuovi modelli efficaci da fuori e adattandoli alle esigenze e tipicità locali.

Altro punto di fondamentale importanza, weLand esiste e continuerà a esistere solo se le persone che hanno a cuore le sorti di questo territorio insiemecontinueranno a condividere un po’ del loro tempo e un po’ della loro voglia di vivere, di fare, di realizzare. Su questo punto occorre essere realisti. E’ estremamente difficile muovere persone a una causa, tanto più se questa causa non ha un esito singolo e vicino nel tempo, ma corrisponde alla volontà di riqualificare e riprogettare una microregione nel medio e lungo periodo. Ancor più difficile è sostenere le attività di un’associazione no-profit in un periodo minacciato dalle difficoltà economiche e dallo scoramento che ne deriva.

In questi due anni abbiamo sperimentato direttamente queste difficoltà. In certi momenti, come tutti, ci siamo sentiti demoralizzati. Proprio in virtù di questa esperienza siamo tanto più grati a coloro che si sono uniti a noi da quel 2 agosto 2012, insieme così vicino e così lontano. Incontrare persone che decidono di collaborare in vista di un bene comune aumenta l’efficienza e accresce il raggio d’azione di ogni attività. Non solo. Ci fa anche sentire di non essere soli nel desiderio di fare attivamente qualcosa, e questa è in fondo la cosa più importante. Fa capire che anche nei periodi bui si possono compiere passi importanti e stabilire contatti che possono fare la differenza e permetterci di risollevarci.

Che cosa abbiamo fatto

Per questi motivi le principali azioni di weLand si sono sempre sviluppate attraverso progetti collaborativi. wikiscuolaFin dal settembre 2012 abbiamo portato ad Asti i progetti di Wikimedia Italia, dapprima con il concorso fotografico internazionale Wiki Loves Monuments e poi, da quest’anno, con il progetto didattico Wikipedia va a suola @ Asti. I due progetti costituiscono un percorso naturale di maturazione, che dalla partecipazione a eventi legati alla conoscenza delle bellezze locali vuole condurre i cittadini a divenire parte attiva nel racconto del territorio, un racconto partecipato e fruibile liberamente, secondo i più promettenti modelli di costruzione e diffusione del sapere.

Divulgare, condividere e contribuire a rendere i singoli individui i soggetti attivi di progetti utili a tutti. Lungo questo asse d’azione, che è in fondo un imperativo morale contro il trionfo degli interessi singolari e contro l’abuso delle risorse umane e ambientali, si dispiegano a vari livelli molti progetti correnti e futuri di weLand. da cossombrato 2A partire da Diario di viaggio, la rubrica aperta un anno fa per dare voce a chi voglia raccontare i segreti del nostro territorio e la sua cultura con uno sguardo personale, attraverso parole foto e video, questo impegno giunge fino al lavoro per la diffusione di una cultura Open Data, strumento tanto strategicamente essenziale, quanto tragicamente assente nella mentalità dell’amministrazione dalle nostre parti. Una amministrazione condivisa dei dati costituisce non solo la base di una cittadinanza partecipata, ma anche si lo strumento essenziale per ottimizzare le attività economiche esistenti e per sostenere concretamente i giovani imprenditori. In questa prospettiva si inseriscono anche i nuovi progetti didattici dedicati all’Unione Europea, che sono recentemente entrati nel laboratorio di idee di weLand e che diventeranno operativi il prossimo anno.

Incontri, a volte fortuiti, concordanze di intenti, incroci fra persone, imprese e associazioni che lavorano con un comune spirito di collaborazione e rispetto, costituiscono la linfa vitale di weLand. Lungo il nostro percorso di due anni, non c’è stato passo o evento che non abbia implicato nuove conoscenze. Sono queste conoscenze che rendono ogni progetto concluso un trampolino per uno successivo e più grande. Una collaborazione in particolare merita di essere ricordata. A partire dall’edizione 2013 di Wiki Loves Monuments, le nostre attività Wikimedia si sono legate a doppio filo con quelle di un’altra associazione astigiana, CRE[AT]IVE. Pur diverse per molti aspetti, le due associazioni hanno avuto la fortuna di incontrarsi e, ancor più, di scoprire con soddisfazione di credere ugualmente nel valore reale della collaborazione anziché nel miraggio, provinciale e autolesionista, dell’autosufficienza e della competizione. A tutte le socie e amiche di CRE[AT]IVE va il nostro più sentito grazie e a tutti voi la promessa che altri progetti usciranno presto da questa fucina dove più persone interagiscono, ciascuno secondo le proprie risorse e competenze, verso un obiettivo comune.

Accanto alle associazioni e alle amministrazioni ci sono i produttori agro-alimentari e gli operatori turistici, grandi e piccoli. La filosofia di weLand ci conduce a guardare soprattutto a questi ultimi, perché è dalla rete delle piccole attività familiari e dai consorzi locali che occorre, a nostro avviso, partire per incentivare una cultura europea della confederazione e della collaborazione. Perciò, poiché molti membri di weLand hanno forti contatti di lavoro all’estero, stiamo iniziando un progetto internazionale di divulgazione delle bellezze del territorio e di mediazione commerciale per aprire nuovi mercati europei per i piccoli produttori eno-gastronomici e turistici.

Direzioni

E’ naturale che i giovani e la scuola, palestra essenziale di ogni buona cittadinanza, siano un interlocutore fondamentale per weLand: sono i giovani e gli studenti che prima e più di tutti possono apportare un contributo variegato, maturo da Albugnanoe disinteressato al benessere della comunità in cui viviamo. Sono loro gli operatori, gli amministratori, e soprattutto gli educatori di domani.

Ma ognuno può iniziare a contribuire secondo le proprie forze e le proprie competenze.

Moltissimo resta da fare, e non pretendiamo di risolvere tutto. Ancor meno, lasciatecelo ripetere ancora una volta, da soli. Proprio la soddisfazione di conoscere persone competenti e motivate ci spinge ad andare avanti. Passo passo. E forse tra qualche anno potremo raccontare di avere collaborato a risollevare le sorti di questa terra: di avere aiutato alcuni dei suoi cittadini a riprendere consapevolezza di se stessi, a ritrovare la propria identità morale e culturale tramite la partecipazione attiva e associativa alla vita della comunità a cui appartengono. Nel frattempo, negli incontri personali e nella rete, weLand diventa a poco a poco quel che abbiamo sognato fin dall’inizio: un luogo fisico, reale, di incontro e di scambio di pensiero, un risultato che è più della somma delle sue parti.

Se avete un’idea bella e un impegno da spendere, venite da noi, qui, a weLand.

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Foto di Nicola Pasquale, Ezio Ferraris, Stefano Caneva

Stefano Caneva

Stefano Caneva

Currently living between Belgium (Antwerp) and Italy (Padova), where he is Marie Curie Research Fellow in History and Digital Humanities at the University of Padova (IT). Co-founder and vice-president of weLand (2012), for which he is responsible for the projects related to Cultural Heritage and educational institutions. Member of Wikimedia Belgium, Wikimedia Italia and the Europeana Network. Project manager of Wiki Loves Piemonte and Wiki Loves Monuments Belgium.

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