Menù di navigazione+

Ospedale di Asti: cronaca di una morte annunciata?



Scritto da Donatella Curletto il 16 dicembre 2014
Categoria Riflessioni | Tags: , | nessun commento


massaia

La posizione della Rete delle Professioni tecniche astigiane.

 

L’ospedale di Asti rappresenta una eccellenza e ora con un tratto di penna la giunta regionale decide di trasferire molti reparti ad Alessandria; una scelta, che anche alla luce degli investimenti effettuati e della saturazione della struttura alessandrina non è proprio accettabile. Questa almeno è la posizione dei professionisti astigiani che come Rete delle Professioni tecniche ha deciso di far sentire la propria voce decisamente contraria.

“Ad Asti – ha esordito Donatella Curletto presidente del Collegio Geometri – abbiamo due aziende pubbliche, il Comune e l’Ospedale. Se chiudono possiamo davvero buttare le chiavi dei nostri uffici. Ora, mi chiedo cosa abbiano intenzione di fare. Noi professionisti dobbiamo salvaguardare i nostri uffici ma anche la nostra salute, stiamo ormai diventando una città da terzo mondo. Hanno chiuso le cliniche ed ora la previsione è di perdere le Soc di Dermatologia, Dietologia, Gastroenterologia, Geriatria, una delle due Medicine (lasciando una cinquantina di letti), Malattie endocrine (comprende anche Diabetologia), Malattie Infettive, Pneumologia, Radioterapia, Maxillofacciale e Chirurgia Vascolare. Malattie infettive: è ospedale di riferimento per il Ministero, in caso di emergenza Ebola. Centro Trasfusionale e Radioterapia poi sono indispensabili per poter continuare a gestire i pazienti oncologici da parte dei reparti di chirurgia.

E’ ovvio che l’ospedale di Asti verrà penalizzato a favore di Alessandria, ma quanto? Ma perché? L’ospedale di Alessandria è una struttura vecchia obsoleta … mi pare una scelta folle chiudere un ospedale che ha 10 anni di vita, per poi dover ristrutturare quello di Alessandria affinché sia a norma.  Sembra quasi vogliano metterci di fronte a una scelta: o morire di fame o di cattiva salute. Attenzione però a non stressarvi troppo, se no vi vengono brutte malattie e non possiamo più permetterci di curarle.

Se invece di chiudere si facesse un minimo di attenzione alle spese credo si potrebbero migliorare le cose. Noi, per quanto di competenza, lo stiamo facendo. Così invece tutto ricade sul cittadino, spostando tutto su Alessandria o Torino, anche peggio Milano, se siamo fortunati, in questo modo  aumentiamo i disagi familiari e ovviamente anche quelli economici della collettività, se meno fortunati potremmo morire perché da Alessandria non è arrivata una sacca di sangue.  Personalmente mi sento presa in giro quando leggo sul sito della Regione Piemonte: Non stiamo chiudendo ospedali! Stiamo razionalizzando l’offerta interna alle strutture. Non è così che si razionalizza a mio modesto parere!! La sanità piemontese è ammalata e da tempo vengono attuate cure chirurgiche sempre più pesanti che tagliano la parte produttiva generando flussi migratori passivi che sono ben evidenziati negli ultimi dati pubblicati.  Nel caso di Asti si verifica che viene “asportata” una parte giovane ed efficiente a favore di un’altra vecchia e obsoleta che richiederà necessariamente notevoli investimenti per essere resa efficiente ed adeguata o del tutto sostituita.

Questa situazione richiede chiarimenti e risposte tecniche basate sul confronto di dati. Non è sufficiente dire è così perché è così, ma occorre dare ragione di scelte che, nel nostro caso, generano diseconomie, spreco di risorse ed investimenti e pesanti ripercussioni sociali ed economiche su un territorio già provato.

Occorre dire che per parte nostra nel passato abbiamo dato l’impressione di privilegiare maggiormente la ricerca di alternative alla nuova struttura ospedaliera anziché adoperarci per usarla in tutto il suo potenziale, incrementarla e farle assumere il ruolo che merita”.

Il problema è anche legato al fatto che sino ad ora in città non si è brillato nella gestione degli immobili rimasti vuoti proprio per il trasferimento dei reparti ospedalieri.

“In città sono già tre i contenitori lasciati vuoti dall’ASL, l’Ospedale vecchio, la Maternità e la sede di via Orfanotrofio – ha aggiunto Gianni Cavallero presidente degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori – e proprio non sembra ci sia stata la capacità di valorizzarli nonostante le proposte che abbiamo avanzato. Adesso cosa facciamo, spostiamo tutto ad Alessandria e chiudiamo un’altra struttura? Quando già l’Asl non riesce a vendere gli immobili vuoti. Speriamo prevalga il buon senso e non si impoverisca ancora una volta la città: è una responsabilità di tutti e come professionisti non possiamo tirarci indietro”.

Non è dalle chiusure ma dall’ottimizzazione dei servizi che bisogna partire: questa la posizione dagli ingegneri fortemente contrari al progetto e ai modi con cui lo si sta portando avanti.

“La situazione regionale è chiaramente difficile – ha chiuso Marco Allegretti presidente dell’Ordine degli Ingegneri – ma non possiamo limitarci ad accettare qualsiasi scelta venga concordata nella palude romana. L’ospedale di Asti è stata una conquista e una ferita per la città. Ora vogliono depotenziarlo e alla fine chiuderlo? Dobbiamo indicare il nostro punto di vista e dire alla Regione di prendere una posizione a riguardo. Se le misure impostate hanno forse una loro logica, non è accettabile che il Governo decida da solo. Asti sta morendo e qui si colpiscono le persone deboli e indirettamente anche il tessuto produttivo. Se la diminuzione del quadrante deve essere fatta e deve per forza comprendere Asti e Alessandria, non possiamo trasferire tutto ad Alessandria dove le cose, ricordiamocelo, non luccicano poi così tanto”.

 

La raccolta firme.

Per salvare il Massaja è stata lanciata una campagna di raccolta firme. Chiunque volesse partecipare può rivolgersi all’Ordine dei Geometri:

Corso Pietro Chiesa 17/B,  14100 – ASTI (AT)

E-mail: info@geometri.asti.it

Tel.: +39.0141.35.30.94

Fax: +39.0141.43.75.10

http://www.geometri.asti.it 

 

 

 

Orari apertura al pubblico: 8.30 – 14.30 dal Lunedì al Venerdì

Donatella Curletto

Donatella Curletto

Nata ad Asti il 26/10/1967. Segretario dell'associazione CRE[AT]IVE e da giugno 2014 Presidente del Collegio e della Fondazione Geometri Asti.

Altri post dello stesso autore - Website



Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>