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weLand est Charlie



Scritto da Matteo Scotto il 8 gennaio 2015
Categoria Dalle colline d'Europa Riflessioni Voci e interviste | Tags: , , , | nessun commento


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Io non condivido il modo di fare satira di Charlie Hebdo. Sarà che amo la scuola inglese, da Shakespeare a Swift, più velata, scaltra, ma capace ugualmente di arrivar fin nelle stanze del re. Per me inoltre la libertà è un esercizio quotidiano, che implica diritti ma anche, e forse ancor più, doveri, primo fra tutti il rispetto per l’alterità culturale.

Detto questo, amo Charlie Hebdo. Ripeto amo. Amo. Amo. Oggi. Charlie Hebdo non è morta ieri. Anzi, è resuscitata (e sono sicuro Wolinski si starà facendo una risata per questo). Amo Charlie Hebdo perché è il frutto del sudore della libertà. Una libertà che spesso può essere molto fastidiosa, avere delle conseguenze, anche legali. Quanti giornalisti o scrittori vengono quotidianamente denunciati per quello che dicono o scrivono. Che cos’è la libertà se non questo?

Io individuo libero, vivo in uno spazio libero, che mi permette liberamente di dire ciò che voglio, assumendomene le responsabilità di fronte agli altri e di fronte alla legge. Offendo qualcuno? Bene! Un giudice deciderà se dovrò pagare. Un giudice, non Dio. E io sono libero! Libero! Di pensare, di scrivere, di amare o di odiare. Sono io dinanzi alla legge dell’uomo: in Europa ci hanno insegnato così.

Ci hanno inoltre insegnato la pace, fin da piccoli per quelli nati dopo, che sono i più fortunati. La pace vuol dire non uccidere prima di tutto. Perché l’omicidio è la violazione della libertà più grande che ogni uomo possiede, ovvero la vita. Non si uccide in un mondo civile, né in nome di una bandiera né tanto meno di una religione. Non ce lo dice Dio, ma ce lo diciamo noi, da essere umano a essere umano. Se c’è una lezione che noi Europei possiamo dare è proprio questa. E non da maestri, ma da ultimi scolari, che hanno imparato la libertà ammazzandosi a vicenda in nome di tali vigliaccherie per secoli. Gli uomini non uccidono altri uomini, se vogliono essere definiti tali.

Oggi dobbiamo uscire di casa e tenerci ancora più stretta la libertà che l’Europa ci ha insegnato e che tutti noi abbiamo nel profondo del cuore. Domani, quando cambieremo la nostra immagine di profilo su Facebook, dovremo fare lo stesso. Per essere Charlie Hebdo non basta indossare una maglietta o alzare una penna al cielo. La Liberté non va in vacanza e né si esaurisce con un simbolo. Charlie Hebdo deve diventare per noi un esempio, uno stimolo di lotta pacifica e determinata contro ogni tipo di repressione della nostra e altrui libertà. Ognuno di noi è di fatto difensore e ambasciatore della Liberté, radice primaria dell’Europa di oggi. Solo quando ci metteremo a letto la sera a avremo adempito a questo compito, giorno dopo giorno, anno dopo anno, allora sì, potremo dire tutti meritevolmente di essere Charlie Hebdo. 

weLand, che oggi piange da più parti d’Europa, è pronta a prendersi la responsabilità della libertà.

 

 

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Je suis Charlie

Nous sommes Charlie

weLand est Charlie

Matteo Scotto

Matteo Scotto

Sono nato ad Asti, come credo le 44 generazioni che mi precedono. Vivo in Germania e lavoro a Bonn, presso il German Academic Exchange Service (DAAD). Sono profondamente innamorato dell'Europa, delle sue genti e delle sue lingue. Felice di collaborare con weLand per lo sviluppo del nostro territorio.

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