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Architetture per Asti: introduzione



Scritto da Paolo Catrambone il 11 dicembre 2014
Categoria Contenitori di Vita | Tags: , , | nessun commento


il Centre Pompidou e la vita della sua piazza.

Sono molto felice di iniziare questa collaborazione con i ragazzi di WeLand e ringrazio Stefano per avermelo proposto.
Sono uno studente di architettura e come tale proverò a scrivere di questo all’interno della rubrica.  Tre anni fa ho lasciato Asti per la prima volta trasferendomi a Barcellona e una volta completata la laurea triennale a Torino sono finito a Lisbona per uno stage di alcuni mesi in una città che da quel momento mi è rimasta negli occhi.  Attualmente sto completando la laurea specialistica presso l’Accademia di Mendrisio in Svizzera, avendo modo così di riavvicinarmi a casa.

Asti vista da lontano trasmette una bellezza silenziosa e inespressa che spinge ad aver voglia di cambiare l’abitudine al degrado in cui rischiamo di perderci. L’architettura in questo senso puo’ assumere un ruolo centrale: uno straordinario mestiere che deve tornare a far comprendere la propria importanza nella costruzione e nel cambiamento delle città.

Il titolo “contenitori di vita” esprime l’idea dell’architetto portoghese Goncalo Byrne secondo cui fare architettura significa costruire spazi per la vita della gente che offrano la possibilità di amare i propri luoghi.

Proveremo quindi a stimolare questo tipo di visione, lontana dall’architettura spettacolo e piu vicina alla vita e al contesto e inizieremo dalla presentazione di un primo vero fatto concreto che sta animando la nostra città. Lo scorso settembre è nato Architetture Sottili: un progetto che l’ordine degli architetti di Asti sta portando avanti con 46 giovani architetti e diversi invitati internazionali per rammendare con interventi a basso costo quelle aree che hanno perso le proprie relazioni e la propria identità. Entro Gennaio presenteremo 16 progetti di diverso tipo che verranno offerti alla città dai suoi giovani, dimostrando che fare architettura significa riattivare la vita e le relazioni partendo dalle fragilità del paesaggio urbano.

Continueremo a raccontare questo primo passo che stiamo portando avanti per Asti ed è bello che questo spazio inizi il suo percorso attraverso il racconto di questo progetto. Siamo aperti alle contaminazioni di qualunque altro campo proprio perché l’architettura è vita e deve contenere pensieri, arti, idee ed emozioni.

Cominciamo!

 

Paolo Catrambone

Paolo Catrambone

Sono un astigiano a cui è capitato di lasciare la propria città. Studio architettura presso l'Accademia di Mendrisio in Svizzera. Condivido con weLand la volontà di riportare a casa esperienze e idee di altri luoghi.

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