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La rivoluzione di Renzo Piano che Asti prova a seguire



Scritto da Paolo Catrambone il 16 gennaio 2015
Categoria Contenitori di Vita | Tags: , , , , | 1 commento


piano

Si chiama G124 e prende il nome dalla stanza di Palazzo Giustiniani dove si trova l’ufficio del Senatore a vita Renzo Piano.

Una sigla semplice che da il titolo al rivoluzionario progetto di rammendo delle periferie italiane.

Tre città (Torino, Roma, Catania), tre periferie con enormi difficoltà, un tutor per ognuno dei casi e i veri protagonisti, ovvero sei giovani architetti italiani, selezionati attraverso un concorso anonimo e retribuiti con lo stipendio da senatore dell’architetto genovese: basterebbe questo per usare l’aggettivo rivoluzionario ma c’è molto altro.

 

Renzo Piano racconta di come i centri storici delle nostre città siano stati giustamente conservati e abbelliti nel corso degli anni ma oggi soltanto il 10% della popolazione Italiana li abita.

Siamo di fronte al paradosso per cui la città della memoria e dell’identità oggi non ha più la presenza costante della vita, che si è allontanata verso quelle parti urbane meno fotogeniche ma ricche di potenzialità.

Secondo Piano le periferie sono la città del futuro. 

Città che non devono più espandersi ma che vanno fertilizzate e ricucite attraverso strutture pubbliche e riqualificazioni in grado di trasformare questi quartieri dormitorio in frammenti di città felici.

 

Le prime tre città prese in considerazione sono state Torino, Roma e Catania.

Individuate le aree su cui intervenire è iniziato il lavoro dei giovani architetti che hanno incontrato la popolazione concentrandosi su quella pratica di ascolto delle persone e dei luoghi, grazie a cui poter comprendere come riattivare queste aree.

Gli interventi proposti hanno in comune un tema molto caro a Piano: la leggerezza.

Leggerezza intesa come cantieri minimi e diffusi ma anche come cultura che si muove attraverso questi vuoti urbani traducendosi in relazioni, vitalità e partecipazione segnando una distanza emblematica dalla pesantezza che ha burocratizzato gli spazi pubblici delle nostre città.

 

Raccontare questa esperienza è importante per diffondere il messaggio di un’architettura che oggi deve essere diversa e vedere il futuro non nell’arroganza autoreferenziale ma nelle città che sarà in grado di rigenerare.

WeLand parla di territorio e Asti rispetto a queste tematiche ha iniziato a muoversi. 

Il progetto Architetture Sottili che i giovani astigiani stanno portando avanti ripensando i non luoghi della nostra città va esattamente nella direzione individuata da Piano.

Si tratta di una scintilla molto meno forte rispetto al progetto G124 ma animata dalla stessa convinzione che anche interventi minimi possano diventare fondamentali perché capaci di incidere sulla vita vera di quei quartieri dove la gente deve ambire ad una qualità di vita migliore.

Continueremo a raccontare l’ultima parte del nostro lavoro e a riportare esperienze come G124 con cui condividiamo molto e soprattutto la volontà di combattere l’estemporaneità della politica attuale con un vero progetto : ossia con la rappresentazione di uno scenario futuro e di un obiettivo da raggiungere, convinti come siamo che questa realtà partendo dal basso possa essere cambiata.

 

Sarebbe impossibile e incompleto raccontare per intero un progetto politico, sociale e architettonico come quello di Piano.

Concludendo questo articolo vogliamo pertanto lasciare il link al sito internet e quello del primo magazine “periferie” che racconta il lavoro e le visioni di questi giovani e del senatore-architetto che li sta guidando.

Speriamo di avervi incuriosito abbastanza per farvi entrare con un click dentro questa realtà concreta, affascinante e sincera.

 

www.renzopianog124.com

http://bellissimo1998.com/media/PERIFERIE.pdf

Paolo Catrambone

Paolo Catrambone

Sono un astigiano a cui è capitato di lasciare la propria città. Studio architettura presso l'Accademia di Mendrisio in Svizzera. Condivido con weLand la volontà di riportare a casa esperienze e idee di altri luoghi.

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1 Comment

  1. Stefano Caneva

    Caro Paolo,
    Ne abbiamo già parlato a voce e sono davvero contento di vedere che, grazie a te, weLand sta intercettando un tema tanto interessante e ricco di futuro come questo. Pensa solo a quello che succede ora in Europa e pensa a come progettare la vita nelle periferie sia un fattore chiave per il benessere e la coesione di tutta la società.
    Attendo novità astigiane su questo punto!

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