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Italiano medio – Il film che non piace all’italiano medio



Scritto da Stefano Leucci il 2 febbraio 2015
Categoria @3LC - Istituto Monti, Asti | Tags: , | nessun commento


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Riceviamo e pubblichiamo il commento di Samuele al film “Italiano medio”. 

Samuele è studente della classe 3LC dell’Istituto Monti (Asti), prima classe pilota del nostro progetto Dalle colline d’Europa.

Ci piace pensare che il nostro blog sia sempre un luogo di diffusione dei pensieri dei ragazzi con cui stiamo lavorando Dalle colline d’Europa.

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Nonostante io ripugni la matematica, amo molto tutto ciò che divide.
Se qualcosa divide é quasi forzatamente interessante, anche se magari non lo é realmente, perché creando pro e contro, crea discussione, e avere uno scambio di opinioni frontale, coi tempi che corrono, é buono e giusto.
Peraltro anche io vi sto parlando da dietro a uno schermo, ma tralasciamo.
Non sto a fare digressioni sul lato prettamente cinematografico del film di Maccio Capatonda (all’anagrafe Marcello Macchia), dato che non é il luogo e non ho i mezzi per farlo. Volevo piuttosto riflettere su quanto un film che riprende la realtà e la mediocrità della società attuale, in primis attiri proprio una fascia di pubblico prevalentemente “italiana media”, e in secondo luogo lasci questa fascia di pubblico schifata.
Forse perché non ci piace essere criticati, forse perché amiamo criticare quasi quanto amiamo ciò che critichiamo.
Nel film vengono presi di mira i talent show, l’uso errato della tecnologia, l’osSESSione comune a tutti gli uomini e i vizi, a cui ASPIRANO i giovani in discoteca, l’importanza della fama. Cose già viste insomma.
Una traccia già trattata però non implica per forza la necessità che il film sia qualcosa di già visto, da studente potrei farvi un banale esempio: a scuola facciamo temi, in 20, con la stessa traccia, ma ovviamente i voti non sono uguali.
Italiano medio é un tema che si guadagna la sufficienza, col vanto di essere qualcosa di inedito. Un film peraltro coraggioso, dato che tra le tante cose Capatonda sceglie di affibbiare la colonna sonora a un personaggio dei suoi sketch, il povero e fallito cantautore Mariottide. Un film che ha il coraggio di affidare alla volgarità una buona parte del film, una volgarità non fine a se stessa, ma coerente con la trama e con la raffigurazione della società. Un film che si chiude con un messaggio importante, ma quasi impercettibile, perché collocato in una pellicola troppo apparentemente iperbolica: la verità sta nel mezzo, bisogna sempre trovare un compromesso, perché anche l’italiano impegnato, sotto sotto è o vorrebbe essere l’italiano medio. E in fondo, ai vegani, un panino col porco fritto schifo non farebbe.

Stefano Leucci

Stefano Leucci

Nato ad Asti nel 1987 e attualmente ricercatore in informatica giuridica presso l'Università di Trento. Mi è bastato un anno fuori da Asti per guardarla da lontano e sentire la necessità di valorizzarne le sue bellezze in una dimensione europea. L'avventura in weLand mi permette di trovare un contesto in cui far ritornare a casa le mie idee, costruendo un nuovo "territorio digitale". Asti ha solo bisogno di essere risvegliata da un sonno profondo. La migliore sveglia è la buona volontà delle persone e la loro energia portata a bene comune.

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